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<title>Il Blog dell' on. Sergio Berlato, deputato italiano al Parlamento Europeo.</title><link>http://blog.sergioberlato.it/</link>
<description>Il Blog dell' on. Sergio Berlato, deputato italiano al Parlamento Europeo.</description><language>it</language>
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	<title><![CDATA[PERICOLI PER IL MONDO VENATORIO DALL’ACCORDO FEDERCACCIA LEGA NORD]]></title>
	<description><![CDATA[Il neo assessore regionale alla caccia, il leghista Daniele Stival, ha presentato alla stampa il calendario venatorio per la stagione 2010-2011 approvato  a maggioranza dalla Giunta regionale del Veneto dopo che la stessa Giunta aveva ritirato l’originaria proposta che Stival voleva fare approvare nella seduta del 15 giugno u.s.
Nella sua conferenza stampa l’assessore regionale alla caccia invita i giornalisti a rimarcare il fatto che, con la nuova versione di calendario venatorio nulla cambier&agrave; per la caccia in provincia di Vicenza rispetto al passato. 
Stival esibisce questo dato come un suo successo personale, dimenticando forse che la sua prima proposta, se approvata, avrebbe comportato una serie di restrizioni all’attivit&agrave; venatoria rispetto agli anni precedenti, anche e soprattutto in provincia di Vicenza.
Va ricordato che la proposta originaria del neo assessore prevedeva la perdita della preapertura al primo di settembre, il dimezzamento del carniere massimo stagionale assegnato ad ogni cacciatore per la caccia alla selvaggina migratoria, l’impossibilit&agrave; di usare il piccione domestico come richiamo vivo nella caccia da appostamento.
Solo grazie alla determinazione dell’Associazione Cacciatori Veneti-CONFAVI, che ha saputo unire nella protesta quasi tutte le associazioni venatorie del Veneto, la Giunta regionale ha ritirato la proposta di calendario iniziale, presentandone un’altra radicalmente modificata.
Solo i dirigenti della Federcaccia si sono schierati con la proposta del neo assessore, per effetto dell’accordo tra i dirigenti di questa associazione e la Lega Nord che ha portato il leghista Flavio Tosi alla presidenza regionale della FIDC.
Nella sua conferenza stampa il neo assessore regionale alla caccia da notizia anche della tardiva adozione da parte della Giunta del progetto di legge sulle cacce in deroga, che si va ad aggiungere al progetto di legge gi&agrave; presentato in Consiglio regionale dalla Lega Nord ed a quello gi&agrave; presentato dal gruppo consiliare del PDL.
Singolare l’inversione di rotta della Lega Nord per quanto riguarda l’argomento cacce in deroga.
In effetti, mentre l’anno scorso l’allora assessore regionale alla caccia Elena Donazzan aveva presentato una proposta di legge per rendere cacciabili le sole specie per le quali la regione aveva conseguito il previsto parere dell’ISPRA, la Lega Nord, d’accordo con Federcaccia, aveva presentato una proposta che prevedeva la cacciabilit&agrave; di ben 11 specie la maggior parte delle quali non aveva ricevuto l’obbligatorio parere da parte dell’ISPRA.
Come si ricorder&agrave;, fu proprio questa inutile forzatura dell’accoppiata FederLega ad impedire, per la passata stagione, l’approvazione della legge regionale sulle deroghe con il conseguente caos per i cacciatori del Veneto.
Quest’anno che l’assessorato alla caccia &egrave; in mano alla Lega Nord, ci si sarebbe aspettati, se non altro per coerenza, che questa forza politica avesse ripresentato la proposta di legge dell’anno precedente.
Quest’anno la Lega presenta una proposta di legge sostanzialmente identica a quella presentata l’anno scorso da Elena Donazzan, contenente le sole specie per le quali &egrave; stato acquisito il previsto parare dell’ISPRA. Posizione strumentale quella dell’anno scorso o ravvedimento di quest’anno?
Prendiamo atto con favore di questa inversione di rotta dell’accoppiata FederLega che, se da un lato pu&ograve; denotare scarsa coerenza, dall’altro pu&ograve; aprire le porte ad una stagione di minor conflittualit&agrave; politica con effetti sicuramente positivi per i cacciatori del Veneto.
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	<link><![CDATA[http://blog.sergioberlato.it/articolo.asp?articolo=38]]></link>
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	<dc:date>2010-07-01T08:38:05+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[L’ON. SERGIO BERLATO CHIEDE ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI RIVEDERE I DIVIETI E LE PRESCRIZIONI EMANATI PER IMPEDIRE LA DIFFUSIONE DELL’INFLUENZA AVIARIA.]]></title>
	<description><![CDATA[Con un'interrogazione a risposta scritta, l'on. Sergio Berlato, Vice presidente vicario della delegazione italiana del PPE, ha chiesto alla Commissione europea di rivedere i vincoli ed i divieti previsti con propria Direttiva 2005/94/CE e con Decisione 2006/574/CE, con le quali la Commissione europea ha emanato norme per prevenire la diffusione dell'influenza aviaria in Europa.

In attuazione di questa Direttiva e della successiva Decisione, gli stati membri hanno emanato norme di recepimento, imponendo prescrizioni, vincoli e divieti a molte attivit&agrave;, tra le quali l'agricoltura, l'allevamento, il commercio, l'attivit&agrave; venatoria, condizionando pesantemente lo stesso spostamento di merci e persone tra gli stati membri dell'Unione europea e tra questi ed i paesi non comunitari.

Fortunatamente, dopo alcuni anni dall'emanazione dai sopracitati provvedimenti comunitari, abbiamo constatato il venir meno della ragioni che hanno portato all'emanazione delle misure urgenti per prevenire la diffusione dell'influenza aviaria.

Non vi &egrave; dubbio alcuno che l'ingiustificato allarmismo diffuso in Europa ed in particolar modo in Italia, si &egrave; dimostrato largamente infondato.

In effetti non si &egrave; verificata la tanto temuta pandemia a danno della salute dei cittadini dell'Unione europea, cos&igrave; come era stato invece pronosticato dai soliti profeti di sventura al soldo delle multinazionali, gli stessi che avevano lanciato il falso allarme per l'influenza suina, compari di quelli che ci hanno terrorizzato con l'inesistente buco nell'ozono e che adesso ci vorrebbero terrorizzare con la baggianata del surriscaldamento del pianeta.

L'unica cosa sicura &egrave; stato il beneficio ottenuto dalle multinazionali farmaceutiche che hanno moltiplicato i propri fatturati ed i propri guadagni dalla vendita di vaccini inutili ed inefficaci.

 

Alla luce dei fatti, l'on. Sergio Berlato ha chiesto alla Commissione di rivedere le prescrizioni ed i divieti imposti con propria Direttiva 2005/94/CE e con propria Decisione 2006/574/CEE, permettendo agli stati membri di ridurre o eliminare alcune restrizioni ed alcuni divieti che cos&igrave; pesantemente hanno condizionato e limitato l'esercizio di molte attivit&agrave; economiche, commerciali e ricreative.

 

Ufficio stampa on. Sergio Berlato
]]></description>
	<link><![CDATA[http://blog.sergioberlato.it/articolo.asp?articolo=37]]></link>
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	<dc:date>2010-04-21T12:06:37+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[LA GIUNTA REGIONALE DEL VENETO RIAPRE LA CACCIA IN DEROGA A STORNI E PEPPOLE]]></title>
	<description><![CDATA[La Giunta regionale del Veneto, su proposta dell'Assessore regionale alla caccia Elena Donazzan, ha approvato in data odierna la delibera che consente la riapertura delle cacce in deroga alle sole specie storno e peppola a partire da mercoledí 25 novembre fino al 31 dicembre 2009 .

Non possiamo che riconoscere all'impareggiabile Assessore regionale alla caccia Elena Donazzan ed a tutta la Giunta regionale del Veneto, la coerenza nell'aver fatto, anche in questa occasione, tutto il possibile per permettere ai cacciatori di questa regione di praticare una delle forme di caccia fortemente radicate nelle tradizioni venatorie del Veneto.

Sapevamo perfettamente che, con la mancata approvazione della legge regionale per la stagione venatoria 2009/2010 avvenuta per le ben note ragioni, l'applicazione del regime di deroga sarebbe stata molto difficoltosa ed irta di numerosi ostacoli.

Dopo aver consentito a tutti i cacciatori del Veneto di cacciare ininterrottamente nelle stagioni venatorie ricomprese tra il 2002 ed il 2008, la Regione ha consentito anche per questa stagione la cacciabilita' di fringuello, peppola, pispola e storno, dal 6 ottobre al 6 novembre e, dopo la temporanea sospensione per la raccolta dei dati sugli abbattimenti, la riapertura della cacciabilita' per peppole e storni fino al completamento dei carnieri massimi stagionali consentiti.

Per quest'anno, con le condizioni che si erano venute a creare in Consiglio regionale del Veneto, piu' di cosi' non si poteva oggettivamente fare.

Ci auguriamo che possa andare meglio nella prossima stagione quando, a Consiglio regionale rinnovato, ci si augura che la materia caccia torni ad essere trattata con maggior serenita'.

 

on. Sergio Berlato

Deputato italiano al Parlamento europeo
]]></description>
	<link><![CDATA[http://blog.sergioberlato.it/articolo.asp?articolo=36]]></link>
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	<dc:date>2009-11-25T15:08:15+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[LA GIUNTA REGIONALE APPROVA LA DELIBERA SULLE CACCE IN DEROGA]]></title>
	<description><![CDATA[Dopo aver acquisito il previsto parere della IV Commissione consigliare, la Giunta regionale del Veneto, su proposta dell’Assessore regionale alla caccia Elena Donazzan, ha approvato in via definitiva la delibera sulle cacce in deroga per la stagione venatoria 2009/2010.
L’Assessore regionale Elena Donazzan rimedia cos&igrave; alla situazione di stallo venutasi a creare in Consiglio regionale a causa delle inopportune forzature del Gruppo consigliare della Lega Nord che, male consigliato dalla dirigenza della Federcaccia, aveva tentato di proporre la cacciabilit&agrave; in deroga di ben 11 specie, per molte delle quali mancava il previsto parere obbligatorio dell’Istituto  Nazionale per la Fauna Selvatica (ora ISPRA). 
Proprio su questo mancato parere dell’INFS si &egrave; arenata l’iniziativa leghista e con essa tutto il provvedimento che avrebbe consentito, anche per la stagione 2009, l’applicazione con legge del regime di deroga in Veneto, cos&igrave; come ininterrottamente avvenuto nella nostra regione dal 2002 al 2008.
A nulla serve quindi continuare a recriminare sulle ben note cause che hanno portato alla situazione di stallo in Consiglio regionale.
La cosa pi&ugrave; importante adesso &egrave; rimediare agli errori commessi in modo tale che le conseguenze di questi errori non ricadano sulle teste di tutti i cittadini cacciatori del Veneto.
Se per quest’annata venatoria bisogner&agrave; fare di necessit&agrave; virt&ugrave; ed applicare il regime in deroga nel Veneto con delibera di Giunta o, nel caso in cui la prima delibera venga sospesa dal TAR, con una serie di delibere fino a quando non si trover&agrave; l’accordo con il TAR stesso, bisogna che per gli anni futuri la maggioranza che governa la regione dimostri di voler dotare il Veneto del proprio istituto regionale per la fauna selvatica, al quale affidare il compito di fornire i pareri sullo stato di conservazione di alcune specie, sinora non forniti dall’INFS.
Se il Consiglio regionale del Veneto avesse approvato quella proposta di legge n. 6 giacente in Regione dal lontano 2005, il problema deroghe in Veneto quest’anno non sarebbe neppure esistito e sarebbe stato possibile cacciare in Veneto non solo fringuello, peppola, storni e pispole ma anche tante altre specie che l’Unione europea considera in ottimo stato di conservazione ma che non possono essere cacciate in Italia senza l’obbligatorio parere dell’INFS o, come prevede la legge statale 221/2202, degli equivalenti istituti regionali.
Dal momento che non osiamo pensare che la mancata approvazione dell’Istituto Veneto per la Fauna Selvatica dal 2005 ad oggi sia causata dal fatto che questa iniziativa legislativa era stata presentata in Consiglio dal Gruppo consigliare di Alleanza Nazionale (ora PDL), prima firmataria Elena Donazzan, e dal momento che sembrano infondati i timori del Gruppo consigliare della Lega Nord su una presunta “berlatizzazione” dell’Istituto veneto, invitiamo l’intera maggioranza che governa la Regione ad approvare quanto prima la proposta di legge n. 6 sull’Istituto Veneto per la Fauna Selvatica in modo da evitare che, in previsione della prossima stagione venatoria, i cacciatori del Veneto debbano assistere nuovamente allo squallido spettacolo a causa del quale hanno dovuto subire le conseguenze di uno scaricabarile politico degno di miglior causa.
Vedremo nelle prossime settimane la disponibilit&agrave; di tutte le forze politiche a cimentarsi su questo impegno ed a dotare il Veneto del proprio Istituto  scientifico che fornir&agrave; alla nostra regione tutti quei pareri di cui le categorie economiche e sociali hanno bisogno per gestire correttamente il patrimonio faunistico ed ambientale del Veneto, nel rispetto delle Direttive comunitarie e nell’interesse dell’intera collettivit&agrave;.

On. Sergio Berlato
Deputato italiano a l Parlamento europeo
]]></description>
	<link><![CDATA[http://blog.sergioberlato.it/articolo.asp?articolo=35]]></link>
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	<dc:date>2009-10-07T09:06:15+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Berlato: "il Veneto non deve diventare una colonia leghista"]]></title>
	<description><![CDATA[In tutto il Veneto, in questi giorni, stanno sorgendo iniziative piu' o meno spontanee per chiedere al Presidente Berlusconi il mantenimento della parola data prima delle elezioni europee, nel corso delle quali aveva annunciato che la presidenza della regione del Veneto sarebbe toccata di diritto a quella forza politica che avrebbe preso il maggior numero di voti.
La sfida lanciata dal Presidente Berlusconi e' stata raccolta e vinta dal Popolo della Liberta'  del Veneto che ha dimostrato la propria volonta' di non veder trasformata questa regione in una colonia leghista.
Prima ancora di stabilire la persona che andra' a presiedere la Giunta regionale, la classe dirigente del Popolo della Liberta' del Veneto, e con essa tutti i propri iscritti, chiedono a gran voce che il Veneto non sia consegnato alla Lega.
L'assegnazione della presidenza del Veneto alla Lega si tradurrebbe nell'abdicazione del Popolo della Liberta' al ruolo che le e' stato chiaramente assegnato dai cittadini del Veneto, che sono favorevoli all'alleanza tra tutte le forze di centro destra (compresa la Lega) ma che non intendono consegnare al partito di Bossi questa regione solo per le logiche spartitorie nazionali.
Se, nell'ottica della governabilita' nazionale, qualcuno puo' ritenere come giustificabile il sacrificio del Veneto come merce di scambio tra i vertici della Lega e del PDL, l'elettorato del Popolo della Liberta' del Veneto ritiene inaccettabile che si permetta alla Lega di radicarsi stabilmente su questo territorio, diventando in poco tempo la S.V.P. del Veneto, partito etnico che regnerebbe indisturbato per i prossimi vent'anni questa regione, il cui elettorato ha deciso, per il 72%, di non regalare il Veneto alla Lega.
Se qualche raffazzonata fuga in avanti di qualche dirigente locale del PDL ha rischiato di veder male interpretata la volonta' dell'intera classe dirigente del Popolo della Liberta' del Veneto, riteniamo opportuno correggere il tiro e far arrivare al Presidente Berlusconi ed all'intera classe dirigente nazionale del Popolo della Liberta' il grido di disappunto per gli eventuali accordi nazionali che si vorrebbero calare sulla testa dei veneti.
Il Popolo della Liberta’ del Veneto e gran parte di quel 72% di veneti che hanno detto no alla Lega, mandano un messaggio chiaro al Presidente Berlusconi: il Popolo della Liberta' del Veneto, cosi' come ha accettato e vinto la sfida in occasione delle europee, e' pronto a lanciare e vincere un'altra sfida che consiste nel correre alle regionali senza la Lega nel caso in cui il partito di Bossi intenda mantenere il suo ricatto e pretendere la presidenza del Veneto in cambio del mantenimento dell'equilibrio che consente alla coalizione di centro destra di governare il Paese.

]]></description>
	<link><![CDATA[http://blog.sergioberlato.it/articolo.asp?articolo=34]]></link>
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	<dc:date>2009-09-16T09:58:57+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Berlato: “ basta con la retorica antiamericana, Variati ora pensi allo sviluppo della città”.]]></title>
	<description><![CDATA[A seguito delle dichiarazioni del Sindaco di Vicenza in merito alla questione Dal Molin &egrave; intervenuto anche l’on. Sergio Berlato, Deputato al Parlamento europeo e Vice Coordinatore della federazione provinciale del PDL di Vicenza. “ Gi&agrave; un anno fa abbiamo invitato il Sindaco Variati ad utilizzare il buon senso nella gestione della questione Dal Molin, evitando, per il bene della citt&agrave;, strumentalizzazioni a fini propagandistici.”



“ Accogliendo con favore il cambiamento di rotta, seppur tardivo, ed augurandoci che sia terminata la fase degli slogan e della vetusta retorica antiamericana “ - continua Berlato - “ &egrave; il momento di cogliere le opportunit&agrave; discutendo seriamente dei piani di compensazione, recuperando il tempo perduto e soprattutto evitando di trasformare anche questa importante fase di trattative in occasione di scontro”.


“ E’ ora che Variati si distacchi da quella parte minoritaria di contestatori per professione che sa offrire solamente dinieghi ed utopiche soluzioni e porga attenzione ai bisogni di quella Vicenza sana che vuole crescere e che vede nella base opportunit&agrave; di sviluppo.”



]]></description>
	<link><![CDATA[http://blog.sergioberlato.it/articolo.asp?articolo=33]]></link>
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	<dc:date>2009-09-14T16:47:21+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Berlato: “ Piena condivisione della proposta Donazzan – Giorgetti. Serve educare al bere sano”]]></title>
	<description><![CDATA[“L’alcol non rappresenta di per se un problema se non quando per mancanza di informazione e di una cultura del “bere sano” se ne fa un uso sconsiderato “ &egrave; quanto dichiara l’europarlamentare del Pdl  Sergio Berlato.

“Bere sano e con responsabilit&agrave; “ – continua l’europarlamentare e Vice coordinatore provinciale del PDL  Vicenza  – “significa dar valore al nostro grande patrimonio enologico, senza bisogno di campagne repressive e demonizzazioni di sorta nei confronti degli alcolici ed in particolar modo del vino. Repressioni che, per buona pace di chi le propone, sappiamo bene che non sortiscono gli effetti desiderati.”.

“ Considerato che &egrave; solo attraverso l’educazione delle nuove generazioni che si potr&agrave; arginare la piaga dell’abuso di alcol ” – continua l’on. Berlato – “ condivido a pieno la campagna di sensibilizzazione tra gli istituti scolastici proposta dall’Assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Veneto Elena Donazzan e dall’Assessore alla Sicurezza Massimo Giorgetti .” 

In merito ai limiti di alcol consentiti per legge, l’europarlamentare del Pdl, ha dichiarato che “ &egrave; un tema che va discusso in sede europea al fine di trovare un parametro valevole per ogni Stato dell’Unione ponendo fine cos&igrave; a diatribe ed opinioni personali su quanti bicchieri di vino siano accettabili o pure no.” 

]]></description>
	<link><![CDATA[http://blog.sergioberlato.it/articolo.asp?articolo=32]]></link>
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	<dc:date>2009-09-09T09:09:45+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[TUTTA LA VERITA’ SULLE CACCE IN DEROGA NEL VENETO PER LA STAGIONE 2009/2010]]></title>
	<description><![CDATA[Come molti di voi avranno potuto constatare, da alcuni giorni &egrave; scoppiata un'accesa polemica tra gli esponenti della Lega Nord e quelli del Popolo della Libert&agrave; sulla mancata approvazione da parte del Consiglio regionale del Veneto della legge sull'applicazione del regime di deroga per la stagione venatoria 2009/2010.

Riteniamo opportuno, come nostra abitudine, garantire a tutti i lettori una corretta ed esaustiva informazione sulla vicenda, corredata da una corposa documentazione che permetter&agrave; ad ognuno di farsi un'opinione appropriata.

 

Cominciamo dall'inizio:

Nel settembre del 2002 il Parlamento italiano, su proposta del Governo, ha approvato la legge statale 221/2002 sull'applicazione del regime di deroga in Italia, nel pieno rispetto della Direttiva CEE 409/79.

L'ex onorevole leghista Luigino Vascon, con un articolo apparso in questi giorni sulla stampa locale, continua a millantare di essere stato l'artefice di questa legge, essendone stato, a suo dire, l'estensore ed il primo firmatario.

Per onore di verit&agrave; va ricordato che l'allora onorevole leghista Vascon &egrave; stato il primo firmatario non della legge 221/2002 ma di una sua proposta di legge n. 881 del 15 giugno 2001 (composta di un solo articolo, tra l'altro tecnicamente sbagliato perch&eacute; proponeva la modifica dell'art. 18 anzich&eacute; dell'art. 19 della l.s. 157/92) proposta che non &egrave; neppure stata presa in considerazione nel disegno di legge n. 2297/2002 del Governo, diventato legge dello Stato n. 221/2002 dopo la sua approvazione da parte del Parlamento.

Riteniamo doveroso ricordare che l'allora consigliere particolare del Governo era l'on. Sergio Berlato che ha avuto il compito, dall'allora Ministro dell'agricoltura e caccia Alemanno, di seguire tecnicamente la vicenda e di predisporre il provvedimento che sarebbe stato sottoposto al vaglio della Commissione europea prima dell'approvazione da parte del Parlamento italiano, cosa regolarmente avvenuta ai primi di settembre 2002.

Smascherata questa ennesima bugia leghista, passiamo ai giorni nostri ed affrontiamo la situazione attuale.

Grazie alla legge statale 221/2002 le regioni italiane, prima tra tutte il Veneto, hanno applicato autonomamente il regime di deroga previsto dalla Direttiva CEE 409/79.

Dalla stagione venatoria 2002/2003 alla stagione venatoria 2008/2009, grazie al lavoro concertato tra l'on. Sergio Berlato, l'Assessore regionale alla caccia Elena Donazzan e l'Associazione Cacciatori Veneti -CONFAVI, presieduta da Maria Cristina Caretta, i cacciatori del Veneto hanno potuto cacciare ininterrottamente le specie in deroga, nonostante gli innumerevoli ricorsi presentati ad ogni livello dagli anticaccia contro i provvedimenti regionali.

Anche per la stagione venatoria 2009/2010 la Giunta regionale del Veneto, su iniziativa dell'Assessore alla caccia Elena Donazzan, supportata dall'on. Sergio Berlato e da Maria Cristina Caretta dell'ACV-CONFAVI, ha predisposto il testo della legge sulle deroghe che, per diventare esecutiva, doveva essere approvata dalla Commissione e dal Consiglio regionale del Veneto.

La proposta di legge della Giunta regionale era la n. 415 e prevedeva la conferma della prelevabilit&agrave; delle specie cacciate l'anno precedente (fringuello, peppola, storno e pispola) con l'aggiunta del prispolone, specie per la quale &egrave; stato acquisito il necessario parere da parte dell'INFS (ora ISPRA).

L'accoppiata Lega Nord/Federcaccia, nel tentativo di accreditarsi agli occhi dei cacciatori del Veneto, ha pensato invece di presentare una propria proposta di legge (la n. 410) che prevedeva la cacciabilit&agrave; di sei specie aggiuntive rispetto a quelle proposte dalla Giunta regionale, per gran parte delle quali manca il necessario parere da parte dell'INFS (ora ISPRA), cos&igrave; come evidenziato da Maria Cristina Caretta con il suo intervento nel corso delle audizioni presso la Commissione regionale.

Durante l'esame delle due proposte di legge sulle deroghe da parte della Commissione regionale competente, la Lega Nord ha preteso l'integrazione della proposta della Giunta regionale con quella propria, portando l'elenco delle specie di cui si proponeva la cacciabilit&agrave; da cinque a undici.

Questa inopportuna forzatura da parte dell'accoppiata Lega Nord/Federcaccia, denunciata anche da Maria Cristina Caretta con un suo articolo apparso sulla stampa locale, ha provocato la reazione rabbiosa da parte dei verdi e dei partiti di opposizione in Consiglio regionale che hanno alzato le barricate ed attivato un insuperabile ostruzionismo con la presentazione di oltre seimila emendamenti per bloccare l'approvazione dell'intera legge sulle deroghe per la stagione 2009/2010.

Va ricordato che il regolamento del Consiglio regionale prevede il diritto di ogni singolo consigliere di presentare un numero illimitato di emendamenti e di bloccare per mesi i lavori del Consiglio regionale, dato che per ogni singolo emendamento ogni consigliere pu&ograve; usufruire di quindici minuti per presentarlo, illustrarlo e per la dichiarazione di voto. Moltiplicando 15 minuti per seimila emendamenti fanno 90.000 minuti, pari a 1.500 ore, pari a 62,5 giorni lavorativi per ogni consigliere. Moltiplicate tutto questo tempo per il numero dei consiglieri di opposizione e capirete che il Consiglio regionale del Veneto, per tentare di far passare questa legge sulle deroghe, sarebbe stato bloccato fino alla fine della legislatura, bloccando cos&igrave; anche tutte le altre leggi all'ordine del giorno del Consiglio regionale. Ecco il motivo per il quale i partiti di maggioranza, compresi tutti i Consiglieri regionali della Lega Nord, hanno votato per il rinvio della proposta di legge in Commissione che esaminer&agrave; il provvedimento forse nei mesi di settembre/ottobre 2009, per poi trovarsi nella stessa situazione in Consiglio regionale qualora la stessa Commissione volesse riportare in aula la stessa proposta, cos&igrave; come pretenderebbe il neo licenziato presidente regionale della FIDC, il sindaco leghista Flavio Tosi.

 

A questo punto la situazione venutasi a creare &egrave; la seguente:

Per colpa di questa inopportuna forzatura dell'accoppiata Lega Nord/Federcaccia, non solo non si potranno cacciare n&eacute; i gabbiani n&eacute; i cormorani n&egrave; le altre specie proposte dai Consiglieri leghisti ma, essendo stata bloccata tutta la legge, non si potranno neppure cacciare i fringuelli, le peppole, gli storni, le pispole ed i prispoloni, cos&igrave; come aveva intelligentemente proposto l'assessore regionale Elena Donazzan con il supporto tecnico-scientifico dell'on. Sergio Berlato e di Maria Cristina Caretta, presidente dell'Associazione Cacciatori Veneti-CONFAVI.

Abbiamo anche notizia che gli anticaccia hanno gi&agrave; inviato la proposta di legge regionale sulle deroghe del Veneto in Commissione europea, chiedendone l'immediato intervento per la sua palese illegittimit&agrave;.

Data la ben nota avversione per le cacce in deroga da parte di molti dirigenti della Federcaccia, non ci stupiremmo se l'infelice manovra dell'accoppiata Lega Nord/Federcaccia fosse stata ideata proprio per vanificare il lavoro fatto in tutti questi anni dalla squadra capitanata dall'on. Sergio Berlato e dall'Associazione Cacciatori Veneti-CONFAVI che delle cacce in deroga ne hanno sempre fatto una battaglia di principio in difesa delle nostre cacce tradizionali e che hanno saputo vincere dal 2002 fino ai giorni d'oggi.

 

Cosa si pu&ograve; fare a questo punto per salvare il salvabile:

 

1) I cacciatori iscritti alla Federcaccia devono intervenire nei confronti dei propri dirigenti, minacciandoli di abbandonare la propria associazione nel caso in cui costoro dovessero testardamente continuare a sostenere ed a fomentare le iniziative leghiste; 
 

2) La Giunta regionale deve tentare di salvare il salvabile, approvando una delibera o un decreto a firma del Presidente Galan, con il quale confermare la cacciabilit&agrave;, per la stagione venatoria 2009/2010, delle sole specie cacciate fino alla scorsa stagione venatoria e cio&egrave; fringuello, peppola, storno e pispola; 
 

3) Dopo le elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale del Veneto, previste per il mese di marzo 2010, si potr&agrave; tornare ad approvare le cacce in deroga con legge regionale, cos&igrave; come &egrave; stato intelligentemente fatto dal 2002 al 2009. 
]]></description>
	<link><![CDATA[http://blog.sergioberlato.it/articolo.asp?articolo=31]]></link>
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	<dc:date>2009-08-25T11:09:27+01:00</dc:date>
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	<title><![CDATA[Berlato a Zaia : pronto al confronto sui risultati conseguiti]]></title>
	<description><![CDATA[Non &egrave; per niente delicato il momento che ci separa dalle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo. E’ un momento di verifica sulla credibilit&agrave; delle persone che, indipendentemente dal partito di appartenenza, chiederanno agli elettori di esprimere la loro preferenza ed il loro giudizio sul proprio operato.Questo &egrave; il discrimine tra l’essere eletti ed essere nominati. Noi eletti rispondiamo direttamente ai nostri elettori, voi nominati rispondete solamente alle segreterie dei vostri partiti. Se sono stato eletto in consiglio regionale del Vento nel 1990, riconfermato eletto nel 1995 con il pi&ugrave; alto numero di preferenze tra tutti i candidati di tutti i partiti, se sono stato eletto nel 1999 al parlamento europeo e riconfermato eletto nel 2004, ci sar&agrave; pure un motivo. Oppure il ministro Zaia &egrave; convinto che tutti i miei elettori siano degli stupidi con una elevata propensione a farsi raggirare dal sottoscritto? Voglio ricordare che, durante la mia presenza al Ministero delle politiche agricole e forestali al tempo in cui a reggere le sorti del ministero c’era l’amico Alemanno, il Parlamento ha approvato la legge statale 221/2002 sul prelievo in deroga.
Voglio ricordare che, durante la mia presenza al Parlamento europeo, la Commissione europea ha emanato la Guida interpretativa alla Direttiva CEE 409/79. La richiesta di inserimento dello storno tra le specie cacciabili, avanzata dai vari governi, &egrave; stata sistematicamente ritirata dai veri ministri dell’ambiente, tanto da indurre la commissione europea a chiedere all’Italia di decidersi, una volta per tutte, a mettere d’accordo i due ministeri italiani per impedire che in Europa arrivino richieste contrastanti da parte dello stesso governo.
Per approvare la legge statale 221/2002 il Parlamento italiano ha impiegato ben 23 anni dall’emanazione della Direttiva CEE 409/79.
Speriamo che, con il determinante aiuto del Ministro Zaia e del suo partito, il Parlamento possa, ad oltre 17 anni dalla sua emanazione, modificare questa legge infame che sta decimando i cacciatori italiani, mortificandoli nell’esercizio delle proprie forme di caccia tradizionali.
Nel chiarire che il sottoscritto non si &egrave; mai spacciato per referente del ministro nei vari convegni e riunioni ma che ha operato per conto e su richiesta di un autorevole esponente del suo ministero quale il sottosegretario Buonfiglio, vorrei rassicurare il Ministro Zaia sul fatto che,  da parte mia, non c’&egrave; alcun risentimento per la mancata mia nomina a suo consigliere (nomina tra l’altro da me mai richiesta), sapendo perfettamente che a questi tipi di incarichi ci tiene molto di pi&ugrave; qualcuno di coloro che, scodinzolando, le preparano i comunicati stampa, vista la sua scarsa conoscenza della materia di cui si tratta.
Stano che il ministro, o chi per lui, mi chieda di “ lasciare lavorare chi ne ha la competenza”, visto che finora ha tenuto a precisare che le attivit&agrave; agricole e venatorie, pesantemente penalizzate dal decreto 184/2007, non erano di sua competenza.
Stranezze della politica, non &egrave; vero? 
A proposito, vuole elencarmi il ministro Zaia quali sono stati i risultati da lui conseguiti a favore del mondo venatorio italiano in tutti questi anni di sua attivit&agrave; politica ed in particolar modo nel periodo in cui egli &egrave; stato ministro dell’agricoltura e della caccia in Italia?
On. Sergio Berlato 
Deputato italiano al Parlamento europeo
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	<link><![CDATA[http://blog.sergioberlato.it/articolo.asp?articolo=29]]></link>
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	<dc:date>2009-06-05T17:45:17+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
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	<title><![CDATA[IL PRESIDENTE BERLUSCONI RASSICURA L’ON. BERLATO: LE MODIFICHE ALLA 157/92 VERRANNO PRESTO APPROVATE DAL PARLAMENTO]]></title>
	<description><![CDATA[Presso la sala Palladio della Fiera di Vicenza si &egrave; svolta sabato 30 maggio u.s., una imponente manifestazione organizzata per sostenere la riconferma dell’on. Sergio Berlato al Parlamento europeo da parte del Popolo della Libert&agrave;.
“Il Popolo della Libert&agrave; verso l’Europa” era il titolo dell’evento che ha visto gremire in ogni ordine di posti la capiente sala dell’Ente fieristico vicentino.
Ospiti d’onore della manifestazione sono stati il sindaco di Roma, on. Gianni Alemanno, il Ministro del Welfare, sen. Maurizio Sacconi, i sottosegretari di Stato on. Aldo Brancher e on. Alberto Giorgetti, oltre a numerosi deputati e senatori, assessori e consiglieri regionali.
Durante la manifestazione &egrave; intervenuto, con una telefonata in diretta, il Presidente Silvio Berlusconi che  nell’invitare esplicitamente il Popolo della Libert&agrave; del collegio Nord Orientale a votare per l’on. Sergio Berlato, lo ha rassicurato che le modifiche alla 157/92, attualmente in discussione presso la Commissione ambiente del Senato, verranno ben presto portate in approvazione del Parlamento “allo scopo di equiparare i cacciatori italiani, nei diritti e nei doveri, a tutti gli altri cacciatori europei”. 
Salutata con un’autentica ovazione dal folto pubblico presente in sala, l’impegno del presidente Berlusconi &egrave; stato subito raccolto dal sindaco di Roma on. Gianni Alemanno il quale, nel ricordare il prezioso contributo fornito dall’on. Sergio Berlato quando egli era suo consigliere particolare all’epoca in cui reggeva il dicastero dell’agricoltura durante il passato governo Berlusconi, ha affermato che sono oramai maturi i tempi per una revisione della normativa nazionale.
- Sono convinto che Sergio Berlato questa volta ce la far&agrave; a modificare questa che, purtroppo, &egrave; la legge pi&ugrave; restrittiva d’Europa – ha affermato il sindaco di Roma.
Con la benedizione del Presidente Berlusconi, si fanno concrete le possibilit&agrave; di un affidamento all’on. Sergio Berlato, una volta rieletto al Parlamento europeo, della responsabilit&agrave; di seguire direttamente le fasi e l’organizzazione dei lavori per la rapida approvazione delle modifiche alla 157/92 da parte del Parlamento italiano.
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	<link><![CDATA[http://blog.sergioberlato.it/articolo.asp?articolo=28]]></link>
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	<dc:date>2009-06-01T12:28:52+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
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